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Traduzioni:
è vero il detto
"traduttore, traditore"?

Se hai mai avuto necessità di traduzioni, forse ti sarai chiesto: "Ma cosa c'è di speciale nel fare una traduzione, cosa c'è di difficile? Devi solo sostituire le parole in una lingua con le stesse in un'altra." Beh, non è esattamente così.

Io ho iniziato a fare traduzioni un po' per caso, avevo imparato l'inglese perché mi piaceva, leggendo vari libri musicali che non trovavo in italiano e soggiornando in Inghilterra. Poi capita che qualcuno sa che conosci una lingua e ti chiedono "Mi puoi tradurre questo per piacere?... Mi aiuti?..." Così ho iniziato, ma ben presto mi sono accorta che non si trattava solo di "sostituire le parole in una lingua con le stesse in un'altra", ma che bisognava risolvere problemi creati da parole o frasi intraducibili e, in un certo senso, riscrivere il testo. Allora, semplicemente per mio interesse personale, ho iniziato a leggere libri su come tradurre, libri che spiegavano come affrontare e risolvere questi problemi. Così, finora ho eseguito varie traduzioni di argomento musicale (quattro libri su violino e viola, due favole musicali, un gioco musicale per computer) ed altro.

Traduzioni automatiche?


In italiano esiste l'espressione "traduttore, traditore" che esprime la possibilità, il rischio che traducendo un testo ne venga tradito il significato o lo stile.
Un traduttore automatico sarà sicuramente un traditore del testo, poiché non può capire le sfumature, le differenze di contesto e perciò il significato specifico di una parola, non può capire quando tradurre alla lettera (parola per parola) o cambiare le parole per mantenere il senso.

Un traduttore automatico va bene per capire più o meno il senso di un testo non troppo complicato o per farsi un po' di risate, ma se vi serve una traduzione fatta come si deve, deve essere fatta da un traduttore professionista. Inoltre, in tutte le lingue molte parole hanno più di un significato a seconda del contesto, ci sono delle convenzioni, alcune cose che vanno tradotte ed altre no ed un traduttore automatico ben difficilmente potrà riconoscere tutto ciò.

Esistono vari programmi che in un certo senso fanno un po' una traduzione automatica. Quello che in realtà fanno è questo: conservano in una memoria tutte le espressioni o parole tecniche tradotte, così se lo stesso testo, o un altro, contiene una frase che è già stata tradotta e salvata (dal traduttore) nella memoria, il programma suggerisce al traduttore di usare quella stessa traduzione e gli risparmia un bel po' di tempo. Comunque, è sempre il traduttore che in partenza decide come tradurre una frase o una parola particolare e la salva.

Questi programmi di aiuto per la traduzione (chiamati CAT software, Computer Aided Translation, software per la traduzione assistita dal computer) vengono usati specialmente per tradurre testi in cui si ripetono varie volte le stesse frasi che devono essere sempre uguali, come ad esempio manuali tecnici con istruzioni per l'uso e tutti i software. Se il traduttore dovesse ritradurre manualmente sempre le stesse frasi ci metterebbe molto più tempo e ci potrebbero essere delle traduzioni leggermente diverse per la stessa frase. Comunque, per la traduzione di testi letterari o specialistici, ci vorrà sempre qualcuno che le fa a mano.

Tradurre è
tutto un altro paio di maniche


Come già detto, certe espressioni non esistono in un'altra lingua, o meglio, ogni lingua ha le sue espressioni tipiche e per me conoscerle è affascinante perché fanno capire meglio la cultura di un paese, di un popolo.

Tradotti alla lettera, questi modi di dire non hanno proprio senso, perciò il traduttore deve capire cosa significano nella lingua di partenza e poi trovare un'espressione equivalente o simile nella lingua di arrivo che mantenga il senso, il significato originale pur con parole diverse. Ecco un paio di esempi.

Si sa che gli inglesi hanno la passione per il té e in inglese c'è la frase: It's not my cup of tea. Tradotta alla lettera significa Non è la mia tazza di tè, che può aver senso se si parla di tè ma non nel modo in cui viene usata colloquialmente in inglese, che vuol dire Non è la cosa che fa per me, o ciò che uno preferisce.

Un altro esempio è It's another kettle of fish, che letteralmente significa, circa, È un altro piatto di pesci, che in italiano non ha senso ma il cui significato corrisponde a È un altro paio di maniche.

Come si vede, espressioni del genere sono divertenti, ma tradotte male possono stravolgere un testo e renderlo incomprensibile.

Traduzioni Economiche

L'importanza di essere fedeli

Ecco un altro esempio di traduzione in cui è necessario e più importante mantenere il senso del testo che tradurre le parole esatte, in mancanza di una parola corrispondente: si tratta del titolo della commedia The importance of being earnest, di Oscar Wilde. Questo è proprio un caso in cui veramente il traduttore può diventare un traditore del (doppio) senso del testo e delle intenzioni dell'autore. Oscar Wilde gioca sull'omofonia (stesso suono) delle parole earnest e Ernest: essendo una commedia, da rappresentarsi in un teatro, più che un romanzo da leggere, il pubblico sente il suono uguale delle due parole, non le vede scritte, perciò può esistere il gioco di parole.

Ernest è semplicemente il nome Ernesto
earnest significa serio, onesto, convinto, in buona fede, sincero...

Poiché in italiano non esiste una parola che suoni come il nome Ernesto ma che abbia anche l'altro significato, è necessario trovare un'altra parola che racchiuda i due sensi.

Ho visto questo titolo tradotto in modi diversi, più recentemente tradotto come L'importanza di chiamarsi Ernesto, che traduce la parola earnest in Ernesto, mettendo in risalto il nome maschile. In questo modo, però, si perde tutto il doppio senso, che nella commedia viene ampiamente sfruttato, che nasce dalla presenza di un uomo di nome Ernest che era earnest, cioè serio, onesto, convinto, in buona fede, sincero... (mi domando come abbia fatto il traduttore a rendere in italiano le battute che nel testo originale hanno un doppio senso!)

Poiché Wilde nel titolo scrive earnest (non Ernest), significa che intendesse dare più importanza alla qualità personale che al nome. Inoltre nella commedia si svolgono un sacco di equivoci e si capisce che Wilde volesse sottolineare l'importanza di essere serio, onesto, convinto, in buona fede, sincero...

Traduzioni Economiche


In italiano c'è un nome maschile, Franco, che si può prestare a questo doppio senso ed in passato avevo visto questo titolo tradotto in L'importanza di essere franco. Infatti franco significa anche onesto, sincero e perciò, pur non essendo la traduzione esatta delle parole, è ciò che più si avvicina a mantenere il senso della frase e l'intenzione dell'autore. Quindi, se vi capita di vedere delle parole tradotte non esattamente come sono nell'originale, sapete che vi può essere una ragione di questo tipo.

Traduzioni specialistiche


Un traduttore professionista può tradurre qualunque testo di argomento generale o leggermente tecnico, ma se la traduzione richiede la conoscenza specifica di una materia, è necessario che il traduttore sia specializzato in quella materia, perché conoscerà i termini tecnici utilizzati, le procedure, le situazioni e potrà così capire bene il testo originale e spiegarlo in un altra lingua. Così, molte volte i traduttori hanno alle spalle, o hanno avuto, anche un altro lavoro o studio specialistico (per esempio sono laureati in medicina, ingegneria, giurisprudenza, geologia, ecc.) che consente loro di tradurre testi altamente specializzati.

Questo vale anche per le traduzioni musicali e infatti varie volte non ho trovato nei dizionari (che sono pur sempre limitati) la traduzione di certe parole tipiche del linguaggio dei musicisti, ma le ho potute tradurre perchè ne conoscevo il senso e l'uso per esperienza o da fonti diverse dai dizionari. Ecco qui di seguito un esempio musicale.


Paganini e il traduttore

Paganini, si sapeva, aveva fatto un patto col diavolo, perciò poteva eseguire cose "impossibili" per i comuni mortali. Mi sa che doveva essere proprio vero perché tempo fa, su una diffusa rivista musicale italiana, ho letto un articolo su qualcosa di ancora più misterioso (almeno per me, all'inizio della lettura) che Paganini faceva spesso nelle sue composizioni, in particolare l'articolo si riferiva ad un concerto per violino e orchestra. Paganini iperaccordava, usava l'iperaccordatura. Ora, io suono la viola, ma questa pratica veramente non l'avevo ancora incontrata, non riuscivo a capire cosa fosse, inizialmente ho pensato che fosse veramente qualcosa di appena scoperto su Paganini. Poi ho letto che l'articolo era una traduzione dall'inglese e allora ho cercato di immaginare come potesse essere stato scritto in inglese. Alla fine ho capito che l'articolo trattava dell'abitudine di Paganini (e peraltro generalizzata fino a tutto il XIX secolo) di usare la scordatura, cioè un'accordatura dello strumento diversa dalla solita.

Paganini spesso accordava il violino in maniera diversa da quella normale. In questo caso, l'articolo si riferiva al concerto in "RE maggiore" che in realtà era scritto in MIb per l'orchestra, con la parte del violino solista in RE, ma con il violino accordato un semitono più alto del normale (esattamente lo stesso accorgimento usato da Mozart per la viola nella sinfonia concertante per violino, viola e orchestra). E questa sarebbe l'iperaccordatura! Evidentemente il traduttore di quell'articolo non si intendeva molto di musica e ancor meno di violino e ha addirittura inventato una parola cercando di tradurre.

Perciò, fate bene attenzione a quale traduttore vi affidate per le vostre traduzioni.

Concerto in giardino

Per finire con una nota allegra, quello che segue potrebbe essere il risultato della perfetta traduzione letterale di un programma di concerto, ma potrebbe anche essere una presentazione di composizioni floreali o una conferenza in un orto botanico con intrattenimento musicale. Godetevi il concerto!

"Il miglior rappresentante in questo campo, che ha coltivato ed ampliato come nessun altro prima di lui, e a cui dobbiamo una ricca fioritura di composizioni, stasera è con noi Guglielmo Primula che ci delizierà con la sua viola e il Fiore di campo, sotto la direzione del maestro Giardiniere ed il suo gruppo di Fiori musicali.

Saremo allietati anche da melodie di Uccellini e potremo gustarci un po' di musica acquatica e musica per dei magnifici fuochi artificiali."





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